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giovedì 26 gennaio 2012

30 giorni di film - 01. Il tuo film preferito

Sulla scia della nuova moda scoppiata su facebook (30 giorni di musica, 30 giorni di libri, 30 giorni di film, 30giornidiquellochetipare), ho deciso che farò anche io questa sorta di "test", ma sul mio blog, approfittando della cosa per recensire e commentare - e, se c'è ancora qualcuno là fuori che legge queste demenzialità, magari sentire i vostri pareri.


Iniziamo ovviamente dal mio film preferito. Scelta ardua, dato che nel gradino più alto del podio ce ne farei stare anche qualcun altro, ma diciamo che il mio cuore grida di gioia ogni volta che vede nella programmazione tv Quei Bravi Ragazzi, capolavoro di Martin Scorsese, uno dei registi che più adoro. Il film è un gangster-movie del 1990, e annovera tra i protagonisti attori come Robert de Niro, Ray Liotta e Joe Pesci. Racconta la vera storia di Henry Hill, un uomo cresciuto nella Brooklyn più degradata, con un unico sogno che, in apertura di pellicola, viene subito chiarito:
Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster. Per me, fare il gangster è sempre stato meglio che fare il Presidente degli Stati Uniti.
(Frase che, tra le altre cose, è citata parola per parola dal vero Henry Hill in un intervista al giornalista Nicholas Pileggi.)
Il piccolo Henry inizia la sua carriera come picciotto del capo mafioso locale e, grazie alla sua bravura, entra a far parte del giro di contrabbando e furti, ossia tra i "bravi ragazzi". Jimmy Conway e Tommy DeVito sono i suoi due migliori amici e colleghi, entrambi estremamente violenti se provocati - memorabileTommy (interpretato da Joe Pesci) che spara al piede di un cameriere per un'idiozia, o quando provoca un compagno facendo finta di essere offeso nel profondo per una semplice ed innocente frase: è proprio buffo! 
Il colpo più grosso è quello sferrato tra gli anni 60 e 70 ai danni delle più grandi compagnie aeree, a cui rubano milioni e milioni di dollari. Ma ovviamente tutto ha una fine e in storie come queste niente si risolve per il meglio.
Scorsese offre una visuale cruda e dura della New York in cui il gangsterismo regnava sovrano; tra un omicidio a sangue freddo e una rapina, tra un occultamento di cadavere e vendette varie, Henry crea la sua vita fatta di crimini, matrimoni e amanti - che vede regolarmente ogni weekend nel locale che lo ha visto crescere, e in cui tutti, di tacito accordo, portano le mogli esclusivamente il venerdì, per non avere sorprese di alcun tipo.
Non so spiegare perché questo film mi sia entrato nel cuore: forse perché le storie di mafia italo/americana mi hanno sempre affascinata e spaventata nel contempo, forse perché Scorsese è una garanzia, o forse perché a recitare ci sono tre dei miei attori prediletti... comunque sia è uno dei pochi film che riguarderei in loop senza stancarmi mai - e infatti non me lo perdo una volta, quando viene riproposto in televisione.


E il vostro film preferito qual è?

Mrs. DeVito: Figliolo quand'è che ti trovi una brava ragazza pure te?
Tommy: Mamma, io ne trovo di bravissime tutte le sere!

domenica 22 gennaio 2012

Elementare, Watson!

Sono passati eoni dall'ultimo aggiornamento, ma non sono morta - non ancora, per lo meno. Neppure dopo quattro mesi intensi ed appaganti come quelli che ho appena trascorso. Sono belli quei momenti in cui ti rendi conto di essere stanchissima, ma incredibilmente felice del tuo lavoro e delle tue fatiche!
Anyway, non sono tornata a scrivere per divagare sulle mie battaglie contro plastici giganti di balsa, bensì perché questo spazietto mi mancava, così come la voglia di scrivere e di recensire qualcosa che mi è entrato nel cuore. In realtà molte sono le cose che vorrei pubblicizzare - da libri a film e serie TV - ma visto che ora ho un po' più di tempo per respirare, anche se sono sempre nel periodo catastrofico di esami, mi prendo la briga di impegnarmi e di recuperare il recuperabile. :)
Inizio dalla fine, se così posso dire, cioè con l'ultima serie tv che ho finito di vedere in questi giorni e che mi ha... spiazzata?, scioccata?, fatta innamorare? Un po' tutto, in realtà.

Sherlock è una serie britannica della BBC, ideata e diretta da Steven Moffat e Mark Gatiss, che ricalca le vicende del noto investigatore inglese Sherlock Holmes, con un particolare interessante ed originale: è ambientata ai giorni nostri. Non è da stupirsi, quindi, se i personaggi interagiscono attraverso blog, telefonini e quant'altro in ogni momento della storia. Non ho mai letto tutti i libri di Sir Conan Doyle - cosa a cui devo assolutamente porre rimedio - ma conosco bene o male le vicende e la genialità e la maestria con cui ogni singolo dettaglio dei romanzi è riletto in chiave moderna mi lascia stupita e sconcertata: dai personaggi principali (Holmes, Watson, Mrs Hudson, Lestrade e il grandissimo Moriarty, fino a Irene Adler), al famoso berretto dalla doppia visiera dell'investigatore, fino agli avvenimenti dell'ultima puntata della seconda serie, che non spoilerò perché non ancora uscita in Italia, ma perfettamente azzeccati.
Gli attori sono quanto di più perfetto potessero trovare: ammetto di aver iniziato a seguire questa serie per Martin Freeman, futuro Bilbo Baggins ne Lo Hobbit di Peter Jackson (di cui parlerò in un post a parte), che interpreta un ottimo e divertente John Watson, così devoto all'amico Sherlock fino alla fine da commuovermi. L'investigatore è invece interpretato da Benedict Cumberbatch, attore sconosciuto fino a qualche giorno fa, ma di cui mi sono innamorata... per la sua voce. Cristo, che voce, rimarrei ad ascoltarlo tutto il giorno! E a proposito de Lo Hobbit, anche lui farà parte del film, doppiando il drago Smaug e Sauron - altro ottimo motivo per guardarlo in lingua originale! Voce spettacolare a parte, il suo Sherlock Holmes è ecclettico, strambo (come lo descrive la detective Donovan), tremendamente geniale e per questo irritante. Nonostante le intere vicende siano ambientate nel ventunesimo secolo, ha comunque l'aria di un uomo fuori dal tempo, con quel suo cappotto lungo e dal colletto perennemente sollevato, la sciarpa intorno al collo e le vestaglie in raso elegantissime che sfoggia in casa. Semplicemente lo adoro, forse anche più del Sherlock Holmes di Robert Downey Jr. (per quanto ami anche la versione di Guy Ritchie).
E che dire del folle cattivo Moriarty? Interpretato da un altro sconosciutissimo Andrew Scott, è pazzo, geniale, totalmente e incontrollabilmente con le rotelle fuori posto, eppure intelligentissimo, gira e rigira le carte in tavola continuamente, seminando dubbi, dolori e problemi senza sosta.
La colonna sonora, per quanto sia corta - sono quattro tracce in tutto, e del tutto simili tra loro - è buona e la sto ascoltando in loop da tre giorni - vi ho mai parlato della mia folle ossessione per le soundtrack, no?
Il problema è che la seconda stagione è finita questo mese e per la terza dovremmo attendere parecchio... cosa che mi ucciderà lentamente.
L'unico difetto? Ogni stagione dura troppo, davvero troppo poco: tre puntate di un'ora e mezza circa ciascuna. Propongo una petizione per allungarle!
Sherlock Holmes: Shut up.
Lestrade: I didn't say anything.
Sherlock Holmes: You were thinking. It's annoying.