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domenica 9 ottobre 2011

Di far west, cowboy e rodei.


Da quando ho riniziato le lezioni sono praticamente sparita.
Non starò qui a raccontarvi di aver praticamente vissuto in facoltà mattine, sere e notti nel tentativo di finire un plastico gigantesco del centro storico di Quartu Sant'Elena, né che non abbia avuto il benché minimo tempo da dedicare a me stessa in tre settimane - con risvolti drammatici per la mia vita sociale, per le mie sopracciglia e per le mie unghie smaltate! -, ma vi dirò che ho sentito la tremendissima mancanza della scrittura e del cinema. Come se mi mancasse l'aria, davvero. Anche ora, che sto aggiornando questo spazietto tutto mio, mi prudono le dita sulla tastiera dalla smania di scrivere, scrivere, e scrivere ancora, con il sottofondo musicale di un film che mi ha colpita immediatamente e che mi è entrato nel cuore sin da subito (e di cui ho scritto la recensione solo nel post precedente).

Quando andai a Parigi, in Agosto, presi un'agenda sotto la falsa riga delle Moleskine. Anzi, diciamo che è un regalo. Un regalo della persona più importante della mia vita. Ha le righe, grande quanto un quadernino, con l'elastico di chiusura, il segnalibro in tessuto e un piccolo porta penne sul lato.
Un semplicissimo block notes.
Però mi piace, perché la copertina è color panna, con disegni parigini molto retrò. Incarna alla perfezione il mio concetto di semplicità e di vintage anni 50 che da sempre mi ispira.
E poi l'ho presa in una delle città che più amo, in un negozio vicino a Rue de Rohan - il che spiega molte cose.
Come ho già detto è stato un regalo di una persona che amo, e come una persona importante me lo ha regalato, così io so che lo userò per qualcosa di importante. Non ho la più pallida idea che cosa sarà questa cosa importante, ma sento che prima o poi accadrà.
In realtà, dopo mesi lasciato a fermentare sul comodino, in attesa dell'ispirazione giusta, forse qualcosa sta per nascere.

Vi starete chiedendo cosa abbiano in comune queste due cose e probabilmente il suddetto post è il risultato delirante della stanchezza che ormai mi sta già sfiancando - dopo solo tre settimane! 
(Appello spassionato: ragazzi e ragazze all'ascolto, state alla larga dalle facoltà di architettura se non amate davvero questo lavoro!)
Ma il nesso c'è, eccome. Ho sempre amato l'America e la sua storia, quella dove gli indiani, i colonizzatori e i cowboy con i loro cavalli sono i protagonisti, quella fatta di polvere di terra e da sparo, quella dei lunghi viaggi e delle galoppate in mezzo alle praterie. La mia passione è nata dai film di Sergio Leone, per continuare fino ad oggi con pellicole come Balla coi Lupi e Hidalgo, appunto (che sebbene per la maggior parte non sia ambientato in America, contiene molto di quello che è lo spirito del far west). Ma la mia cultura su questo mondo si ferma qui, e ho davvero intenzione di approfondirla. Non so quando, né con che forze, ho intenzione di documentarmi e di leggere un libro di Marco Nese, "Far West. Sui sentieri di Indiani e Cowboy", tanto per iniziare. Devo solo trovare il tempo - il che è difficile come acchiappare un toro infuriato con il lazo, tanto per stare in tema.
Ho in mente una trama che potrebbe diventare qualcosa di importante, se dovessi svilupparla, ma per ora la lascio galleggiare in mente, in attesa di trovare il giusto input per iniziarne la stesura - e, torno a ripeterlo, in attesa di trovare il tempo. 
Intanto ho deciso che scriverò qualsiasi cosa riguardi questa mia nuova follia sulla mia importante agenda, che porterò con me insieme all'altro quadernino per le altre storie in corso e per tutte le cazzate che mi viene in mente di annotare.
Chissà, magari qualcosa di buono nascerà veramente.


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