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venerdì 29 gennaio 2010

Dorian Gray

Dorian Gray - 2009, di Oliver Parker, con Ben Barnes, Colin Firth, Rebecca Hall.


Premettendo che questo film mi ha delusa amaramente, non potevo esimermi dal recensirlo ugualmente, opinioni a parte.
Breve trama per capire la situazione: Dorian Gray è un bellissimo ragazzo che giunge a Londra, luogo in cui viene coinvolto dalla mondanità e dalle peccaminose abitudini dei nobiluomini come Lord Henry Wotton, l'uomo che diverrà il suo "mentore" e che lo trascinerà per la via della perdizione. A Londra incontra anche un pittore, Basil Hallward che, innamoratosi della sua bellezza, decide di ritrarlo in un dipinto. Dorian, rendendosi conto che il fluire del tempo, un giorno, gli avrebbe portato via la sua aitante giovinezza, farà un patto col diavolo, per rimanere bello e giovane in eterno.

Prima di tutto, per chi non lo sapesse, Dorian Gray è - o dovrebbe essere - tratto dal romanzo di Oscar Wilde, Il Ritratto di Dorian Gray, il mio scrittore preferito e autore di uno dei miei romanzi altrettanto preferiti.
Ho detto dovrebbe essere tratto perché durante la visione del film e alla fine mi son chiesta se non avessi guardato qualcos'altro di totalmente diverso. Forse è colpa mia che l'ho guardato con gli occhi di un'accanita Wildeiana (permettetemi il termine!), forse volevano fare una rivisitazione in chiave moderna di Dorian Gray, forse mi son persa qualcosa... Ma questo film incarna tutto tranne che il romanzo di Wilde.
Vediamo ora perché.

Partiamo dai personaggi e dalla cosa che salta subito agli occhi guardando questo film: la perversione. Sì, i personaggi, tutti, sono dei perversi drogati di sesso... e drogati e basta, tra fumi ed alcol a palate. Lord Henry, che nel romanzo è, sì, colui che apre gli occhi al giovane Dorian, nel film è quello che gli fa scoprire i casini - nel senso di luoghi frequentati da donnine molto generose - quello che lo "istiga" a lasciarsi andare e a godersi la vita, perché una ne abbiamo e dobbiamo viverla al massimo. Bene, ma che bisogno c'era di rovinare un personaggio profondo come lui? Dove son finite le perle di saggezza di questo signore qua?
L'eterno giovane Dorian, invece, mi è parso come un burattino - troppo burattino per i miei gusti - nelle sue mani, un ragazzo che, per assecondarlo, frequenta anche orge, donne e uomini indistintamente.
Ora, siamo veramente sicuri che interpretare in questo modo il piacere che Wilde racconta sia quello più giusto? No, perché ad un certo punto mi è sembrato di vedere un film porno, davvero!
Per non parlare della scappatella tra Dorian e Basil, amore che nel romanzo è semplicemente platonico, l'amore di un pittore per il suo più bel soggetto e per il suo più bel ritratto... Nel film la finiscono a rotolarsi in un letto. Pazzesco, davvero!
Et dulcis in fundo, la figlia di Lord Henry, la bella Emily, che, per quanto mi sia spremuta le meningi, non ho ancora capito da dove sia saltata fuori (nel romanzo è poco più di una comparsa). Dorian ed Emily s'innamorano, come prevedibile, e anche questo è un mistero. Mah!
La chicca del finale (totalmente inventato di sana pianta) la lascio a voi se ancora non l'avete visto, io l'ho finita a ridere fino alle lacrime.

Posso sorvolare sul fatto che Dorian Gray, interpretato da un bellissimo e - nonostante la pietosità della trama del film - da un convincente Ben Barnes, fosse moro anzi che biondo come nel romanzo... Posso anche passare sopra ad un ritratto che sussurra e sibila manco fosse stato Voldemort, quando teoricamente sarebbe dovuto semplicemente invecchiare e ferirsi quando Dorian si feriva - e alla fine era un mostro che del vero Dorian non aveva niente in comune, neanche a testa in giù... Sono persino d'accordo sull'accento dark/horror che permea una Londra lugubre, perché alla fin fine non è certo una commedia... Ma per me è stata violenza, violenza psicologica allo stato puro. Con tutto che la regia, tralasciando il resto, ha fatto un ottimo lavoro in quanto ad ambientazione e scenografia, e che adoro Colin Firth che, come sempre, ha recitato splendidamente, ma in una parte che non certo per colpa sua è stata stravolta.
Mi dispiace che mi abbia delusa così tanto, forse avevo troppe aspettative, ma attendevo l'uscita di questo film da quanto avevo scoperto che fosse in produzione, davvero non stavo più nella pelle.

Lo consiglio solo se lo guardate con il pensiero che quello che andrete a vedere ha in comune solo i nomi dei personaggi e la vaga trama sull'eterna giovinezza...
Altrimenti guardatevi qualcos'altro e non perdete tempo.
Vi assicuro che il piacere è molto diverso dalla felicità. - Dorian Gray

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